Quello delle patologie del linguaggio è un campo in cui i logopedisti lavorano frequentemente. L’applicazione (sempre più diffusa) di tecnologie per estendere i servizi di riabilitazione al di fuori del setting ambulatoriale – collegando il professionista al paziente o diversi professionisti per condurre valutazioni e trattamenti – viene chiamata tele.

La teleriabilitazione è un ambito della telemedicina che viene utilizzata negli Stati Uniti dai dipartimenti di salute per colmare il divario tra i vari setting di assistenza medica per adulti. Il Dipartimento di Salute degli Stati Uniti utilizza con successo i servizi di telemedicina per promuovere la salute attraverso l’integrazione di specialità mediche e differenti contesti in una varietà di configurazioni per raggiungere risultati ottimali con i pazienti.

Ci sono differenti forme di teleriabilitazione utilizzate e includono quella sincrona e quella asincrona, il monitoraggio in remoto del paziente e l’utilizzo di app per promuovere la salute.
Una gran quantità di letteratura è disponibile a supporto dell’uso della teleriabilitazione nella cura di pazienti adulti; ne sono alcuni esempi la Cochrane del 2013[2] che riporta l’efficacia della teleriabilitazione in persone che hanno subito un ictus, e la pubblicazione del 2015 di Molini e colleghi[3] che ha esaminato l’applicazione dei servizi di telemedicina ai disturbi della comunicazione e della deglutizione evidenziando risultati positivi, per esempio il rapporto costi-benefici della riabilitazione e l’incremento dell’applicabilità insieme alla soddisfazione dei pazienti.
Al fine di ampliare le informazioni disponibili, Kristen and Joneen[1] hanno condotto nel 2019 (e pubblicato nel 2020) una revisione sistematica della letteratura scientifica riguardante la teleriabilitazione nei servizi relativi alle patologie del linguaggio.

  • Esaminare l’applicabilità e l’efficacia della teleriabilitazione per adulti all’interno dei servizi per adulti con disturbi del linguaggio.
  • Valutare nel dettaglio i trattamenti supervisionati in remoto per ottenere informazioni riguardanti le professionalità coinvolta, la strumentazione e i setting utilizzati (per esempio, a casa o in remoto tra diverse cliniche).

Nelle ricerche considerate i logopedisti comunicavano con i pazienti tramite videoconferenza utilizzando software commerciali (Skype, Zoom, ecc.) e software personalizzati per la ricerca, mentre i dispositivi includevano computer, tablet e sistemi completi per le teleconferenze.

I risultati di questa revisione sistematica continuano a supportare le premesse di questo articolo, cioè l’appropriatezza della teleriabilitazione per trattare i disordini di linguaggio nel paziente adulto. Gli autori trovano evidenze di efficacia e applicabilità della pratica teleriabilitativa, soprattutto in modalità sincrona e in videoconferenza; i servizi implementati a distanza al domicilio dei pazienti hanno mostrato risultati positivi verosimilmente grazie all’applicazione in un ambiente di comunicazione più naturale rispetto alle cliniche.

In conclusione, quello descritto si configura come un campo emergente e in via di sviluppo per la logopedia, ma sono ancora necessari forti progetti di ricerca, compreso l’utilizzo di studi sperimentali per il controllo di molteplici variabili, per determinare definitivamente l’efficacia dei servizi di teleriabilitazione. Inoltre, la ricerca futura può chiarire il ruolo e l’impatto di chi eroga servizi sanitari a distanza, aiutandoli a fornire una migliore assistenza tecnica o pratica ai loro pazienti all’interno dei servizi di riabilitazione del linguaggio.

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